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    Italiano, bene immateriale dell’umanità, 1979-2015.

    Praticamente un programma di Governo del Paese, spinto fino all’Europa e al mondo.

    21 dicembre 1979 – 8 dicembre 2015

    Da «, Misti! Di nuova indicibile mistica!», 21 dicembre 1979, Roma, Galleria Pio Monti, Via Principessa Clotilde 5.
    A «Il Vessillo dell’italiano» (della lingua italiana), Roma, 8 dicembre 2015, Palazzo Sinibaldi, Via di Torre Argentina 76.

    Il partito dell’Italiano, della libertà della cultura in lingua italiana. Oltre la dicotomia tra sacro e profano, in dialogo con 1 miliardo e 369 milioni di persone interessate. Durante le 4 ore di questa sorta di giubileo laico, in cui sarà aperto il portone di Palazzo Sinibaldi, l’8 dicembre si potrà parlare e discutere con Giorgio Kadmo Pagano – www.kadmo.eu – sia dell’opera in mostra, di 5 metri per 2 e mezzo, che dell’impegno che ciascuno vorrà/potrà mettere nella costruzione di una dimensione artistica e culturale italiana non solo a dimensione geografica bensì, superando la dicotomia tra sacro e profano, a quella culturale globale. Dopo quella cinese di 200 milioni di individui, infatti, la diaspora italiana nel mondo è la più numerosa, consta di 80 milioni di persone che, unite ai 60 milioni di residenti in Italia, porta il potenziale linguistico-culturale del Paese ad oltre 140 milioni di persone; ad esso va aggiunto il potenziale cattolico, che ha la sua “Mecca” a Roma, giunto ad oltre un miliardo e 229 milioni di fedeli, con un Papa Francesco eccezionale promotore della lingua italiana nella Chiesa e nel mondo: oltre 1.369 milioni di persone interessate a dialogare, crescere in italiano, “alimentarsi” del bello e del buono. «La globalizzazione restituisce oggi all’Italia e a Roma il suo centro, in senso dechirichiano si apre una possibilità perché il mondo sia ri-pensato e riplasmato dall’arte italiana. Ma bisogna pensarla in italiano, deve affermarsi una sorta di partito “mistico” della cultura italiana. Siamo noi i responsabili della bellezza nel mondo. Se oggi l’italiano è la 4a lingua più studiata nel mondo, l’obiettivo dell’intero Paese deve essere quello di operare all’unisono perché essa divenga, anzitutto, la 3a più studiata nel mondo! Se sleghiamo l’arte italiana dalla sua lingua ne facciamo merce geografica, e non prodotto del pensiero pensato nella lingua di Michelangelo o Leonardo e, pertanto, la condanniamo alla mediocrità, come già oggi è in fieri. Accettare sudditanze e servilismi linguistici significa propagarle inesorabilmente all’arte. Questo deve essere chiaro non solo agli artisti ma, anche, agli storici, ai critici, ai galleristi e agli imprenditori, ai collezionisti italiani» sostiene l’artista.

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